Economia

Fca: l’auto a guida autonoma con Bmw e le sirene cinesi

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Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fiat Chrysler Automobiles

Fca è sempre al centro del mercato dell’auto. Dopo l’interessamento della cinese Great Wall, che vorrebbe acquistare Fiat Chrysler Automobiles, ecco la notizia sull’accordo con Bmw. L’azienda diretta da Sergio Marchionne ha siglato un accordo, entrando nel consorzio creato dall’azienda tedesca e Intel. Obiettivo: lo sviluppo dell’auto a guida autonoma. Per migliorare questa tecnologia “è fondamentale dar vita a partnership tra produttori di autoveicoli e fornitori di tecnologia e componenti”, ha detto Marchionne. “L’adesione a questa collaborazione consentirà a Fca di beneficiare direttamente delle sinergie e delle economie di scala che sono possibili quando le aziende si alleano con una visione e un obiettivo comuni”. E in una nota l’azienda sottolinea come Fca sia stata scelta per la sua esperienza nel mercato nordamericano e per i suoi significativi volumi di vendita.

Auto a guida autonoma: le strategie

Il traguardo che si sono date Bmw e Intel nel 2016 è arrivare nel 2021 a produrre due tipi di auto che guidano da sole. Il primo (livello 3) è a guida altamente automatizzata. Il secondo (livello 4/5) è a guida completamente automatizzata. Il progetto prevede la messa in strada entro quest’anno di 40 veicoli sperimentali. E l’arrivo di Fca non fa che confermare le strategie del consorzio. “Il futuro del trasporto dipende dal fatto che i leader dell’industria automobilistica e tecnologica lavorino insieme per sviluppare un’architettura scalabile, che le case automobilistiche in tutto il mondo possano adottare e personalizzare” ha spiegato Brian Krzanich, Ceo di Intel. E quindi porte aperte ad altri costruttori che vogliano partecipare a quest’avventura.

Fca, tra realtà e indiscrezioni

Sarà anche vero che Marchionne è in uscita nel 2019. Ma di certo il top manager non sta tirando i remi in barca. L’accordo sull’auto a guida autonoma ne è l’ennesima dimostrazione. Secondo molti analisti è il futuro del mercato, tenendo conto dell’aumento dell’età media della popolazione nei Paesi ricchi. Un’opzione strategica fondamentale, al pari dei modelli elettrici meno inquinanti di quelli a gasolio e benzina. E questa mossa di Fca la rende sempre più appetibile. Nei giorni scorsi, dicevamo, ha fatto scalpore che la cinese Great Wall abbia messo nel mirino Fca. Un’indiscrezione che ha messo le ali al titolo in Borsa, in crescita all’incirca del 60% da inizio anno. Pechino, tra le sue tante strategie, sta premendo sulle aziende di Stato perché si espandano fuori dalla Cina, acquistando società straniere di alto livello. E quella guidata da Marchionne potrebbe essere un obiettivo perfetto.

Fca: da Pechino alla Ferrari

Come mai? Fca è già leader nelle piccole auto e nelle berline. E si sta espandendo velocemente nei segmenti più lussuosi, trasformando la sua impronta produttiva. Per i cinesi sarebbe dunque la porta giusta per entrare nel salotto buono delle case produttrici mondiali, come dimostra anche l’accordo di Fca con Bmw e Intel. Sempre secondo le indiscrezioni, le trattative proseguono. Dopo un viaggio in Cina dei dirigenti di Fca, quelli di Great Wall avrebbero ricambiato la visita ad Auburn Hills, sede della casa italoamericana. Ma la vendita non riguarderebbe tutti i marchi controllati da Fca. Si parla infatti della cessione di Jeep, Ram, Dodge, Chrysler e Fiat. Mentre Alfa Romeo e Maserati resterebbero nel portafoglio di Exor, la holding della famiglia Agnelli. Stesso discorso per Ferrari. Anche perché la casa di Maranello rappresenterebbe “il sogno proibito” di Marchionne per il dopo 2019, quando lascerà la guida di Fca.

 

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