Una strage nella strage. Quella di chi sta morendo ogni giorno per salvare altre vite. Silvestro Scotti è il segretario generale della Federazione italiana dei medici di famiglia (Fimmg). E racconta: “Sono 30 i medici morti in Italia di cui 17 medici di famiglia. Tra ieri e oggi (il 24 e il 25 marzo, ndr) dei 6 medici morti ben 5 sono medici di famiglia. Questo dovrebbe far riflettere le Istituzioni Sanitarie, i medici vanno protetti e nessuno può sentirsi in pace con la coscienza se continua ad esporre medici e personale sanitario senza protezioni individuali e organizzative”.
Il tempo sta finendo
Per Scotti, “è ormai evidente che per la medicina di famiglia il tempo sta finendo. Vogliamo sperare che la dematerializzazione delle ricette, il triage telefonico prima di ogni visita ambulatoriale o domiciliare (per noi e per i colleghi medici dei distretti specialisti) come tutte le soluzioni che stanno partendo compreso il consulto a distanza, il video consulto, le consulenze specialistiche telefoniche, possano servire a fermare questa strage”.
Qualcosa di più
Purtroppo però, prosegue il segretario generale della Fimmg, “ogni giorno mi chiedo se ho dimenticato qualcosa, se potevo fare, pensare o agire qualcosa di più. Sento forte questa domanda dentro di me altrettanto forte il desiderio di continuare a cercare delle soluzioni. Voglio sperare dal profondo del mio cuore che questa stessa condizione riguardi tutti quelli che hanno più di me responsabilità direzionali e di governance a tutti i livelli e che soprattutto valutino se ognuno di loro ha fatto tutto quello che poteva per tutti gli attori della nostra sanità perché, se non fosse così – conclude Scotti – saremmo di fronte ad una strage di Stato”.








