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Solari (Confindustria Piacenza): per il digitale un tavolo tra aziende ed enti locali

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Digitale a Piacenza, la parola chiave per vincere questa sfida è una sola: collaborazione. E non solo tra le aziende. Ma anche tra le imprese e i 46 Comuni del territorio, la Provincia e la Regione. Ha le idee chiare Alessandro Solari, Ceo di Naquadria (l’unico datacenter di Piacenza) e referente di Confindustria nei rapporti con Lepida, la società in house della Regione Emilia-Romagna.

“Naquadria fin dalla sua nascita ha operato con uno spirito collaborativo per mettere a disposizione della comunità le proprie competenze e le proprie infrastrutture”, racconta il manager piacentino. “È stato così per i due progetti di Banda ultra larga (Bul) che abbiamo seguito nelle zone industriali della Cattagnina e dei Casoni di Gariga, dove Lepida ha messo a disposizione delle aziende aderenti un rilegamento da 1 Giga al nostro datacenter a titolo gratuito”.  

Un esempio concreto da seguire. “Ritengo che quella della collaborazione sia la strada giusta per poter affrontare efficacemente il problema del digital divide, il divario digitale. Un problema che riguarda la nostra provincia soprattutto nella fascia collinare, ma che interessa anche la pianura, un po’ a macchia di leopardo, soprattutto se parliamo di fibra ottica”.

Un tavolo pubblico-privato

Per questo, Solari, insieme al vice presidente di Confindustria Piacenza, Antonio Cogni, ed al presidente del Rict, Stefano Guglielmetti, sta pensando di creare un tavolo tecnico “dove sia possibile trovare una sintesi tra le specificità di ogni operatore di telecomunicazioni, in grado di fornire soluzioni infrastrutturali che possano soddisfare efficacemente le esigenze di connessione delle aziende; e perché no, anche dei loro dipendenti. Si tratta di un obiettivo certamente ambizioso. Raggiungerlo segnerebbe davvero una tappa importante per lo sviluppo economico della nostra provincia”. 

Ma il Ceo di Naquadria non si ferma qui. “Per raggiungere questo obiettivo non si può prescindere da un’ulteriore e fondamentale collaborazione. Quella cioè delle Amministrazioni pubbliche a tutti i livelli. Il tavolo tecnico che stiamo costituendo in Confindustria Piacenza si propone quindi anche ai Comuni, alla Provincia, alla Regione, come un pool di esperti a cui fare riferimento per affrontare i problemi del digital divide, la cui soluzione è il passo fondamentale che sta anche alla base della smart city”. 

Il Rict in campo

Nella sfida digitale, l’apporto che può fornire Confindustria attraverso il Rict (il gruppo di 40 imprese piacentine votate a ricerca, innovazione, comunicazione e tecnologia) è fondamentale. All’interno del Rict “infatti ci sono aziende preparate che desiderano dare il loro contributo di competenze per portare l’innovazione anche nella gestione della cosa pubblica”, sottolinea Solari. “E come imprenditori che vivono ed operano con le loro aziende sul territorio, desideriamo dare il nostro contributo per fare di Piacenza una città più smart, dove possano crescere e vivere meglio anche i nostri figli”.

D’altra parte, prosegue il manager, “Non possiamo perdere l’occasione di investire sulla competitività del nostro sistema industriale, con il rischio di rimanere indietro rispetto ad altri territori. Come Confindustria Piacenza e Rict vogliamo fare le nostre proposte;  trovare soluzioni per le aree a fallimento di mercato; creare progetti da finanziare con fondi europei, nell’attesa che si risolva anche la questione della rete unica”.

Draghi e l’Europa

E parlando di rete unica, non si può che guardare all’insediamento del nuovo Governo. “Ritengo che l’arrivo di un premier come Mario Draghi potrebbe accelerare la soluzione della vicenda che vede protagoniste Tim (Fibercop), Enel (Open Fiber) e Cassa Depositi e Prestiti”, afferma Solari. “Lo sviluppo di una rete con il modello wholesale-only, a disposizione degli operatori che erogano i servizi, è quello verso il quale si sta orientando anche l’Europa. Ciò di fatto consentirà ad operatori esteri di proporre servizi agli utenti italiani, con l’effetto di aumentare la concorrenza nel settore; cosa che, in ultima istanza, può portare ad una riduzione dei canoni, a beneficio del consumatore finale”.  

Il business a Piacenza

La dimensione economica di questo tipo di interventi nel digitale è milionaria anche a Piacenza. “Si pensi, per esempio, che la sola Open Fiber ha in programma investimenti per 14 milioni di euro nella nostra provincia. E già dal 2018 migliaia di utenze nel nostro capoluogo state raggiunte dalla fibra Ftth, quella cioè che arriva direttamente in casa”. Come è noto, “Open Fiber non vende direttamente al cliente finale, ma si può dire che operi come un grossista che posa la rete e poi vende la disponibilità di banda ad operatori di telecomunicazione, come HD Fibra, il marchio che utilizziamo come Naquadria sul mercato retail”.

Passando alla scala nazionale, non va dimenticato “che Tim con Fibercop ha recentemente aperto agli operatori di telecomunicazioni, grandi e piccoli, proponendo un piano di coinvestimento che porterà connessioni in circa 1.600 Comuni italiani in zone grigie e nere del nostro Paese”. E guardando al mercato retail, Solari auspica che, “così come sta avvenendo in altri Paesi europei, vengano previsti degli incentivi economici sostanziali per chi deve attivare per la prima volta servizi di connettività a banda ultra larga, sotto forma di voucher da girare agli operatori”.  

La società del futuro

Insomma, riflette Solari, “il lavoro da fare è ancora tanto, se si pensa a quanti sono gli abitanti di tutta la provincia di Piacenza e le attività economiche e produttive che devono essere connesse. Non dimentichiamo che la banda larga, così apprezzata da chi ce l’ha in tempi di pandemia, sarà un’infrastruttura molto importante anche per la raccolta e gestione dei big data; o semplicemente per l’utilizzo di risorse in cloud in datacenter come quello di Naquadria. È una rivoluzione che ancora non sta decollando, ma credo sia facile capire come la raccolta e l’analisi di grandi quantità di dati sia la strada giusta per pianificare, davvero in modo smart, la società del futuro”.

Petrolio digitale

Intanto l’importanza dell’economia digitale avanza inarrestabile in tutto il mondo. “Tra due anni Facebook terminerà la posa di un super-cavo sottomarino di 6.600 km che collegherà il Nord America all’Europa; mentre sembra che Telecom stia entrando in una cordata insieme a Google per realizzare un’analoga infrastruttura verso l’India. Così, tra breve, alle condotte del petrolio si affiancheranno quelle in cui scorreranno enormi quantità di big data”. Sono scenari che parlano da soli. “E ci fanno capire – conclude Solari – che anche a Piacenza non c’è più tempo da perdere”.

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