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Condono e Decreto Genova: dentro un’altra sanatoria per il Centro Italia

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Condono edilizio e Decreto Genova: non solo Ischia. Nel provvedimento in discussione alla Camera dei deputati spunta infatti una nuova sanatoria. Stavolta è dedicata alle zone colpite dal terremoto del 2016 in Centro Italia. Totale 140 comuni in Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria.

Sanatoria al 20%

L’emendamento, votato il 22 ottobre, è stato presentato dalla 5 Stelle Patrizia Terzoni e dal leghista Tullio Patassini, entrambi deputati marchigiani. Prevede che il condono si applichi anche in assenza di qualsiasi richiesta di autorizzazione fatta in precedenza. Con un limite fissato al 20% della cubatura esistente. In sostanza, come sottolinea anche Il Sole-24 Ore, nel Decreto Genova entra una norma che riapre i termini del condono del 2003.

Le domande andranno presentate per sanare gli abusi edilizi realizzati prima del 24 agosto 2016. E si apre praticamente a tutte le tipologie di intervento. Si va infatti dalla manutenzione straordinaria al restauro, dalla ristrutturazione al risanamento conservativo. Se la sanatoria si applica a una cubatura inferiore al 5% dell’immobile, non si dovrà fare la richiesta. Tra il 5 e il 20%, in base ai piani casa regionali, andrà invece presentata la domanda e l’intervento potrà essere oggetto di condono. In questo quadro è previsto un solo stop per gli edifici totalmente abusivi già colpiti da un’ordinanza di demolizione.

Condono e proteste

Al “minestrone” del Decreto Genova si aggiungono così altri ingredienti che comunque rischiano di rallentarne l’iter di approvazione. E intanto monta il dissenso di associazioni ambientaliste e opposizione, che non accettano la motivazione della maggioranza basata sulla necessità di sbloccare una ricostruzione ferma da due anni nei comuni colpiti dal sisma. Contro Legambiente per voce del vicepresidente Edoardo Zanchini. Ha sottolineato come in tal modo si riaprono in silenzio i termini del condono 2003, consentendo per la prima volta di sanare gli abusi fatti sul territorio prima di un terremoto. Mentre Rossella Muroni di Liberi e Uguali si è soffermata sul rischio di creare un pericoloso precedente, grazie al quale dopo ogni calamità naturale si potrà proporre una nuova sanatoria.

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