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La Galleria Alberoni porta il museo a casa tua

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Antonio Bresciani (1720-1817): Lazzaro e il ricco Epulone (particolare)

La Galleria Alberoni di Piacenza si fa in quattro per portare le meraviglie del suo patrimonio culturale a casa degli amanti dell’arte e della sua storia. Sono quattro infatti i video racconti della durata di 10 minuti l’uno del percorso intitolato “Il Museo a domicilio” tra storia, personaggi, capolavori e architetture.

A partire dai prossimi giorni, “la consegna avverrà naturalmente in forma digitale – spiegano dalla Galleria – portando così, nel perdurare della chiusura alle visite, pagine di storia, racconti, personaggi, capolavori, architetture, al domicilio di tutti coloro che erano abituati a partecipare alle iniziative culturali alberoniane e di coloro che intendono scoprire aspetti anche meno noti, ma non meno importanti, della storia del Collegio Alberoni”.

Ciascuno dei quattro video “accompagna lo spettatore, per voce, immagini e musica, alla scoperta di straordinari racconti, episodi storici, capolavori artistici e personaggi che hanno segnato la vita della plurisecolare dell’Istituzione di San Lazzaro. A condurre il pubblico in questi quattro brevi viaggi sono Maria Rosa Pezza e Claudia Marchionni, le due guide più esperte e da più anni attive al Collegio Alberoni. Le riprese, effettuate con più telecamere e un drone, il montaggio e la regia, sono a cura dei registi Gianluigi Ruzzenenti e Silvano Tinelli“.

Un ricco carnet

I quattro video sono stati realizzati “con il sostegno di Sintic, Informatica, Internet. E uno ogni 20 giorni circa saranno inviati a tutti gli iscritti alla newsletter della Galleria Alberoni (per ottenerla mandare una mail a uffici@operapiaalberoni.it), pubblicati sulle pagine social della Galleria e sul sito del Collegio Alberoni”. In più saranno trasmessi “anche da Telelibertà, nell’ambito di una collaborazione avviata proprio al sorgere dell’epidemia Covid-19 e che ha visto la televisione locale presentare in forma integrale significativi eventi culturali alberoniani tenutisi negli ultimi anni presso la Sala degli Arazzi”.

 

Maria Rosa Pezza propone due titoli: “Assistiti da Dio. San Lazzaro nei dipinti e nelle sculture alberoniane. Dall’antico ospedale alla nascita del Collegio Alberoni”; “Per fortezza e carità. Giulio Alberoni. Una vita scolpita nel marmo”. Claudia Marchionni, invece, ha curato i video racconti: “Elisabetta Farnese. La costruzione di una dinastia”; “Una casa per l’arte. L’architetto Vittorio Gandolfi e la nascita della Galleria Alberoni”.

Lavori in corso

Nel frattempo, come annunciato dal presidente Giorgio Braghieri nel corso dell’unica apertura estiva della Galleria, l’Opera Pia Alberoni ha “deciso di approfittare di questi mesi di incertezza pandemica per progettare e realizzare alcuni importanti lavori che permetteranno al pubblico, alla riapertura, di trovare ambienti radicalmente rinnovati. Si sta infatti procedendo alla realizzazione di un nuovo e più ampio cancello di accesso alla Galleria Alberoni dalla Via Emilia, che renderà anche maggiormente evidente ai visitatori la collocazione del museo. È in corso d’opera anche il restyling dell’Appartamento del Cardinale che custodisce la selezione più antica e preziosa dei dipinti alberoniani”. Tra loro spicca l’Ecce Homo, capolavoro di Antonello da Messina attualmente depositato nel caveau della Banca di Piacenza.

Dentro il progetto

Per finire, vediamo nel particolare i quattro plot narrativi dei video proposti dalla Galleria Alberoni.

Assistiti da Dio. San Lazzaro nei dipinti e nelle sculture alberoniane. Dall’antico ospedale alla nascita del Collegio Alberoni.
Il video svela i capolavori, dipinti e scolpiti, dedicati alla figura di San Lazzaro presenti nella Chiesa di San Lazzaro e nell’Istituto alberoniano. Vengono così presentati la splendida pala di Antonio Bresciani (1720-1817) raffigurante Lazzaro e il ricco Epulone, la straordinaria scultura in legno policromo raffigurante San Lazzaro, opera di Jan Geernaert (1707-1777), artista fiammingo naturalizzato piacentino, la grande tela di ignoto pittore veneto della seconda metà del Cinquecento che narra anch’essa la storia di Lazzaro e del ricco Epulone, esposta sullo scalone monumentale del Collegio e infine la lunetta con la Carità e San Lazzaro affrescata da Luciano Ricchetti (1897-1977), nella Chiesa di San Lazzaro.
La presentazione delle numerose e significative opere dedicate al povero Lazzaro apre al racconto della storia dell’antico Lazzaretto, sorto nel Cinquecento proprio dove oggi svetta la grande architettura del Collegio Alberoni. Accanto al Lazzaretto venne eretta una chiesa dedicata al Lazzaro evangelico.
Maria Rosa Pezza presenta sinteticamente la storia di questa antica Istituzione che conclude la sua funzione proprio con la nascita del progetto del Collegio voluto dal cardinale Giulio Alberoni.

Per fortezza e carità. Giulio Alberoni. Una vita scolpita nel marmo.
Il secondo video curato da Maria Rosa Pezza ci porta ancora all’interno della Chiesa di San Lazzaro, la cui prima cappella a sinistra è interamente dedicata al Cardinale Giulio Alberoni e occupata dal suo Mausoleo, commissionato dai suoi esecutori testamentari all’indomani della scomparsa del Cardinale e posto in opera due anni più tardi, nel 1754.
Si tratta di un grande monumento nel quale il marmo nero di Valencia, il giallo antico e il “verde Pradovera” contrastano con il bianco del marmo di Carrara delle bellissime sculture realizzate dall’artista don Giovanni Cybei, importante scultore attivo anche per la corte borbonica di Parma. Lo scultore ha realizzato due splendidi angeli e quattro figure allegoriche (fortezza, prudenza, fede e carità) oltre al busto del Cardinale Alberoni e al suo stemma.
Maria Rosa Pezza, presentandoci il Mausoleo del Cardinale e le splendide sculture che lo adornano, ci racconta anche la vita e il carattere di Giulio Alberoni, fondatore del Collegio omonimo, aperto nel 1751, poco prima della sua morte.

Elisabetta Farnese. La costruzione di una dinastia.
Partendo dalla presentazione dei due importanti ritratti dei Reali di Spagna, che accolgono i visitatori all’ingresso della Galleria Alberoni e cioè il dipinto raffigurante Elisabetta Farnese realizzato da Giovanni Maria delle Piane detto il Mulinaretto (1660-1745) e quello con Filippo V opera di Nicola Vaccaro (1650-1723?), Claudia Marchionni sorvolando sui noti eventi che portarono al matrimonio e che videro protagonista Giulio Alberoni, ci narra invece le vicende della discendenza di Elisabetta e Filippo che, grazie a un’attenta politica matrimoniale e a una ponderata azione diplomatica della Regina, riuscì a raggiungere i più importanti troni d’Europa.
Il video passa in rassegna la discendenza reale come descritta nel celebre dipinto di Jan Van Loo custodito al Prado. In esso è possibile riconoscere Maria Anna Victoria, futura Regina di Portogallo, Ferdinando, principe delle Asturie e futuro Re di Spagna, il cardinale infante Louis, futuro conte di Chinchón, l’infante Felipe, futuro Duca di Parma e numerosi altri personaggi.
Tutta la composizione mette però al proprio centro Filippo V, dalla fisionomia ammalata, che indica Elisabetta Farnese: è Lei che tiene il braccio sul cuscino sul quale è posta la corona.

Una casa per l’arte. L’architetto Vittorio Gandolfi e la nascita della Galleria Alberoni.
Al pubblico appare oggi assolutamente naturale che al fianco della grande architettura del Collegio Alberoni sia situata la Galleria Alberoni. Ma quando e perché venne costruita, quali furono le necessità che generarono questo progetto e chi fu l’architetto che ne disegnò la forma e gli spazi?
Il video di Claudia Marchionni accompagna attraverso la storia della Galleria Alberoni, dai primi disegni fino all’inaugurazione avvenuta il 21 maggio 1964 in occasione del 300° anniversario della nascita del Cardinale, per approdare inoltre al restyling realizzato dall’architetto Giorgio Graviani e conclusosi nel 2008.
Il video illumina anche l’importante figura dell’architetto Vittorio Gandolfi che fu incaricato dell’ideazione e realizzazione della Galleria, uno dei più significativi architetti razionalisti della seconda generazione e che nella sua carriera firmò importanti progetti tra Piacenza, Salsomaggiore, Parma e Milano quali il cosidetto Pirellino, l’aeroporto di Malpensa (corrispondente oggi al terminal n. 2) e gli sviluppi e le modifiche del dell’aeroporto di Linate.
Dai primi bozzetti colorati di Gandolfi fino alle tavole progettuali, il video narra le riflessioni, le idee, i desideri e il dibattito che accompagnarono il sorgere di questa importante architettura e museo cittadino.

 

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