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Libero e Virgilio mail bloccati: cosa sta succedendo alla posta di milioni di italiani?

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Libero e Virgilio mail bloccati dalla tarda serata di domenica 22 gennaio. E milioni di italiani con la posta elettronica irraggiungibile, anche per chi ha una casella a pagamento, da quasi due giorni. Un disservizio ormai da guinness dei primati. Stiamo parlando di circa 9 milioni di account che fanno capo alle due realtà della società Italiaonline.

Il messaggio agli utenti

Se si prova ad entrare nel servizio di posta elettronica questo è il messaggio: “Ciao, come sai da alcune ore la Libero Mail/Virgilio Mail è irraggiungibile a causa di un problema tecnico. Stiamo lavorando perché nel più breve tempo possibile tutte le caselle tornino a funzionare. Escludiamo in ogni caso la perdita di dati. In 25 anni di servizio fedele agli utenti italiani, non ci è mai successo di restare off-line per così tanto tempo. Stiamo leggendo tutti i vostri messaggi, sappiamo che contate su di noi per comunicare, per questo stiamo correndo per ritornare online insieme quanto prima. Grazie per la vostra pazienza e soprattutto per la vostra fedeltà. Lo staff di Libero”.

Niente hacker

Più che i 100 metri la corsa in atto pare una lunga maratona. Di cui però non si vede ancora il traguardo. La buona notizia, per usare un eufemismo, è che i dati degli utenti secondo l’azienda sarebbero comunque al sicuro. Niente perdite né tantomeno furti di informazioni. Quindi la causa non sarebbe un attacco di hacker. “Si tratta di un problema di natura tecnica esclusivamente interno, il che significa che escludiamo categoricamente potenziali attacchi hacker e che i dati dei nostri utenti, che sono il bene più prezioso, non sono in pericolo”, conferma una nota di Italiaonline, ripresa anche dal Sole 24 Ore. “Il servizio, una volta ripristinato, non genererà nessuna perdita per i milioni di account Libero e Virgilio mail”.

Fedeltà a rischio

Intanto basta farsi un giro sui social per capire tutta la rabbia degli utenti, letteralmente inferociti, anche per le modalità di comunicazione dall’azienda. E il dito puntato contro la gravità di un blackout del genere non arriva solo dai privati. “Se ne lamentano piccole aziende che usano Libero e che non possono più comunicare con i clienti nel modo abituale. Ma anche professionisti, medici, terapisti”, scrive sempre il quotidiano economico. “Anche Gmail (di Google), la posta più usata nel mondo con 1,5 miliardi di account, a volte va giù; ma per alcuni minuti e massimo due ore ogni due anni circa, come riporta una voce di Wikipedia (e varie fonti giornalistiche internazionali) in materia”.

Economie di scala

Quando il down è lungo, sottolinea Il Sole 24 Ore, “di solito riguarda solo alcune regioni nel mondo. I sistemi di Google sono fortemente ridondanti, infatti, grazie ad economie di scala che solo un colosso tecnologico può garantire. Se va giù un datacenter, ce ne sono altri pronti a supplire. Resta da valutare se il disservizio tecnico subito a Libero, di durata record e con impatto anche su account a pagamento (come si è visto), sarebbe stato evitabile con una struttura di datacenter più estesa rispetto all’attuale”. Di esteso sicuramente ci sarà il danno d’immagine per Libero e Virgilio mail, che cresce col passare del tempo. E di certo non sarà facile recuperare la fiducia degli utenti.

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