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Minniti e la svolta buonista sugli immigrati

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Un Minniti in grande spolvero ha presentato al Viminale il suo ambizioso “Piano nazionale per l’integrazione“. Un progetto per gli immigrati sintetizzato in 14 slide che spiegano tutto. Secondo il ministro dell’Interno sarà sufficiente imparare l’italiano, rispettare la legge, a partire dalla Costituzione, impegnarsi nella vita economica e sociale del Paese per eliminare definitivamente il rischio di derive criminali e terroristiche. “Diritti in cambio di doveri” è lo slogan che sintetizza l’iniziativa.

La ricetta di Minniti

Diritti “essenziali” in cambio di doveri precisi per garantire una inclusione “a lungo termine e un’ordinata convivenza civile”. E allora via con una serie di interventi volti a facilitare l’integrazione nella società e l’adesione ai suoi “valori non negoziabili“. Tra i quali (vi prego di non ridere, è vero!) la laicità dello Stato e il rispetto della donna. Ma per chi non segue queste regole, nessuna sanzione. Perché “obbligare all’assimilazione rischia di causare processi di deculturazione degli stranieri, suscitando, soprattutto nelle seconde e nelle terze generazioni, la percezione di essere esclusi dal discorso pubblico”. E questo libro dei sogni a chi è diretto? Esplicitamente ai 74.853 profughi, divisi in 27.039 rifugiati e 47.814 titolari di protezione sussidiaria. Ma il problema purtroppo non è tutto qui, perché i numeri degli stranieri sono ben altri.

Immigrati regolari e irregolari

Secondo le stime più recenti, gli stranieri regolari residenti in Italia e cioè iscritti all’anagrafe dei comuni sono 5.029.000. Un numero che comprende tutti, europei ed extraeuropei. Gli stranieri regolari ma non residenti, cioè portatori di permesso di soggiorno, erano circa 410mila al 1° gennaio 2016, dato vecchiotto ma indicativo.
Gli immigrati irregolari sono invece oltre 220mila. Al marzo di quest’anno, 174mila erano ospitati nel sistema di accoglienza dello Stato. Tra loro si contano gli irregolari in attesa di espulsione e i richiedenti asilo. A questi, si sommano i 79mila  sbarcati da aprile.

Il silenzio sugli invisibili

E i clandestini? Non esistono cifre ufficiali. E il Viminale si guarda bene dal fornirle. Le ultime stime però parlano di circa 435mila persone. Un numero probabilmente in continua crescita. Come mai? Dall’inizio di quest’anno, per esempio, su oltre 48.500 richieste di asilo valutate dalle commissioni, più di 28.300 hanno avuto esito negativo. E se queste persone non vengono rispedite nei loro Paesi, gioco forza sono destinate prima o poi ad ingrossare le fila della clandestinità. 

Minniti o Montessori?

Il nostro problema quindi è rappresentato dagli oltre 650mila  irregolari o clandestini. Minniti però con il suo “piano” si occupa solo dei 75mila profughi da integrare. È un piano sbagliato? Ma no: gli Imam dovranno predicare in italiano. E le moschee, in regola con i permessi comunali, dovranno essere aperte a tutti. Poi casa, lavoro, vaccinazioni, “tutela della salute materno-infantile”, borse di studio universitarie e coinvolgimenti dei minori nelle attività sportive. Insomma, il migliore dei mondi possibili con il titolare del Viminale ad orchestrare il tutto in versione Montessori.

Un palazzo distante dalla gente

Nel frattempo, le violenze, gli stupri, le aggressioni e i furti sono all’ordine del giorno. Riempiono le cronache e la gente ha pauraMentre Minniti stava parlando di “promuovere la convivenza con i cittadini italiani nel rispetto dei valori costituzionali e con il reciproco impegno a partecipare alla vita sociale e alla cultura dell’Italia”, a Roma un giovane prendeva a schiaffi due ragazzi che avevano osato darsi un bacio davanti a una moschea. Spiace, ma adesso questi problemi non sembra possano interessare il ministro dell’Interno.

Massimo Solari è avvocato cassazionista e scrittore. Ha pubblicato diversi volumi sulla storia di Piacenza e alcuni romanzi. Ha tenuto conferenze e convegni sulla storia di Piacenza. Ha collaborato con le riviste Panoramamusei, L'Urtiga, e scrive sul quotidiano Italia Oggi.

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