Attualità

Pizzarotti adesso gode come un Grillo

pizzarotti-gode-come-un-grillo

Federico Pizzarotti gode come un Grillo. Sì, con la maiuscola, in onore di quel Beppe che, dopo averlo portato in palmo di mano (nel 2012 Pizzarotti è stato il primo sindaco 5 Stelle), non ha impedito che fosse buttato fuori dal Movimento con l’accusa di averne violato le regole.
E adesso, dalla poltrona di primo cittadino della sua Parma, dove è stato rieletto a capo di una lista civica nel 2017, Pizzarotti regola i conti con i 5 Stelle.

Come? Dopo il no all’autorizzazione a procedere contro Salvini per il caso Diciotti, prima online e poi nella Giunta del Senato presieduta da Maurizio Gasparri, Pizzarotti  elenca e commenta in un lungo post su Facebook tutte le giravolte dei 5 Stelle, già fatte o ancora in corso.
L’inizio sull’immunità parlamentare è sferzante: “E con questa direi che le regole a cui non si deroga sono finite”, scrive il sindaco. E avverte: “Attenzione post che induce ulcera”.

Streaming e Lega

Primo punto: “Sparito lo streaming (fin dal meraviglioso incontro in luogo segreto con Casaleggio padre che andò a prenderli in autobus privato per portarli chissà dove senza streaming, dopo l’elezione di Grasso presidente del Senato)”, afferma Pizzarotti.
Capitolo Lega: “Mai alleanze con i partiti (con specifica menzione alla Lega): non c’è bisogno di spiegazioni”.

Dai rendiconti ai candidati

Alla voce Tutti gli stipendi e le restituzioni rendicontati, “appena li scoprono che non sanno manco controllare dei bonifici fanno sparire tutta la rendicontazione. Così ora chiunque può tenere tranquillamente tutto lo stipendio”, sostiene il primo cittadino di Parma.
Qualsiasi carica nel M5S sarà elettiva: “Presidente non eletto, segretario non eletto, tesoriere non eletto, membri del direttorio non eletti, portavoce non eletti, responsabili comunicazione non eletti”.
Poi ricorda il diktat: Candidati scelti dalla base. E spiega: “È durata finché quelli scelti dalla base sono andati bene alla dirigenza, dopodiché sostituiti d’ufficio”.

Tv e Costituzione

Prosegue Pizzarotti: Mai in televisione. “È durata finché non ha fatto comodo andare in televisione (ma sempre e solo quando possono andare senza contraddittorio, altrimenti non sanno ribattere)”.
Esame di Diritto Costituzionale per tutte le cariche elettive: “Pensa che risate se davvero dovessero sostenere loro un esame simile, non rimarrebbero abbastanza politici del M5S per una giunta comunale”, commenta sarcastico.

Capigruppo, Euro e mandati

Poi, ecco la Rotazione dei capigruppo in Parlamento: “Sparita”.
Fuori dall’Euro: “No, no, dentro l’Euro, assolutamente (poi una parlamentare dice pure ‘non so cosa voterei a un referendum’)”, ironizza Pizzarotti.
Massimo due mandati, poi a casa: “Già dopo marzo avevano detto che, se si fosse tornati al voto, si sarebbe ripresentata la stessa squadra. E anche questa vedremo come andrà a finire”.

Dall’Europa alla stampa

Si prosegue con le Alleanze in Europa scelte dalla base: “Sondaggi con opzioni insensate e post di propaganda per indurre al voto dell’opzione desiderata dalla dirigenza. Stessa cosa successa con il voto di oggi”.
Si possono trovare 30 miliardi col primo decreto al primo consiglio dei ministri (con tanto di sventolio di fogli): “Poi quei miliardi non esistono e si deve fare deficit”.
Siamo ultimi nella classifica della libertà di stampa: “Poi fanno liste di giornalisti sgraditi e appena vanno al governo attaccano i giornalisti che li criticano”.

Quirinale, ministri e premier

Capitolo Quirinale: I ministri li sceglie il Presidente della Repubblica. “Il Presidente dice di no a uno fra molti e loro minacciano l’impeachment (senza sapere neppure cosa sia né che in Italia non esiste)”.
Mai più governi non eletti: “I governi – sottolinea Pizzarotti – non sono mai stati eletti e non è previsto che lo siano”. E poi rincara la dose sulla scelta del premier Giuseppe Conte: “Vanno al governo con un presidente del consiglio che non si era candidato tale e con una coalizione che non si era presentata alle elezioni”.

Alleanze, indagati e Rai

AncoraMai più alleanze post elettorali fra partiti che si presentano divisi e poi inciuciano. “Non si chiama inciucio, si chiama alleanza”, ironizza il sindaco. “Vanno da soli, poi ‘inciuciano’ con la Lega; ah no, ora è un contratto”.
Nessun Indagato: “È durata fino al primo indagato M5s e ad ogni nuovo indagato si ‘correggono’ le interpretazioni. Regole sempre applicate per i nemici e interpretate per gli amici”.
Fuori i partiti dalla Rai!: “Rai interamente occupata insieme alla Lega senza lasciare manco un usciere alle opposizioni”.

Dal Tav ai condoni

Poteva mancare l’alta velocità Torino-Lione? No al TAV: “TAV… vedremo come andrà a finire”, sottolinea il sindaco di Parma.
No al TAP: “TAP confermato”. Niente più fondi alle scuole private: “Fondi alle scuole private confermati”.
L’impietosa lista del sindaco termina ricordando altri punti smentiti come Niente F35 acquistati: “Acquisto degli F35 confermato”. E Mai più condoni, sostenendo che i 5 Stelle “fanno il condono fiscale e pure il condono edilizio”.

Serena autocritica

Infine Pizzarotti, che chiude il post dedicato ai 5 Stelle con un gigantesco Game Over, la mette sul personale: “E vediamo se oltre a frasi come: e allora il piddi, non saresti stato nessuno senza Grillo, sputi nel piatto dove hai mangiato, e tante altre frasi fatte, sarete in grado di fare una serena autocritica”. 

Il Mio Giornale.net ha solo un obiettivo: fare informazione indipendente e con spirito di servizio. Per aiutare i lettori a capire e scegliere, tenendo i fatti separati dalle opinioni.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.