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5 Stelle: per decidere sul processo a Salvini rispolverano la piattaforma Rousseau

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Davide Casaleggio, presidente dell'Associazione Rousseau

5 Stelle: riecco apparire la piattaforma Rousseau! Pronta all’uso, una riverniciata e via, come l’auto del professor Brown di Ritorno al futuro. A cosa serve stavolta la mitica arena digitale del Movimento che sembrava dimenticata? A sondare il popolo dei 5 Stelle su una domanda fondamentale: mandiamo o no Salvini a giudizio per la nave Diciotti?

Riassumiamo velocemente il caso. Tra il 20 e il 25 agosto scorso il ministro dell’interno ha impedito di sbarcare a 177 migranti salvati dalla nave Diciotti della Guardia Costiera. E questo fino a quando la situazione non si è risolta con l’intervento di altri Paesi Ue che hanno accettato di riceverne una parte.

Poiché il fatto è avvenuto nel porto di Catania, il Tribunale dei ministri etneo ha richiesto l’autorizzazione a procedere contro Salvini per sequestro di persona alla camera dove il leader leghista è stato eletto: il Senato della Repubblica. 

Salvini però ha dichiarato che non intende sottoporsi a processo. Ha sostenuto che si è trattato di una decisione politica che ha investito tutto il governo. E ha prodotto alla Giunta delle elezioni e immunità parlamentari di Palazzo Madama lettere in tal senso firmate dal premier Conte, dal vicepremier Di Maio e dal ministro Toninelli.

5 Stelle determinanti

Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia si sono già detti contrari al via libera. Il Pd e i cespugli della sinistra sono nel complesso favorevoli all’autorizzazione a procedere. Dunque la scelta per Salvini è tutta nelle mani del Movimento 5 Stelle che non sa che pesci pigliare. Se vota no, sconfessa la sua storica avversione all’immunità parlamentare, perdendo consensi. Se vota sì, e consegna Salvini ai giudici, il governo giallo-verde ha probabilmente le ore contate.

Rousseau, salvaci tu!

Dopo il disastro abruzzese e col disastro sardo alle viste (si vota per le regionali il 24 febbraio) che cosa poteva fare Di Maio? Disperato, ha buttato il pallone in tribuna e si è appellato al popolo dei 5 Stelle per decidere il destino del ministro dell’Interno.

Un popolo, ricordiamo, tutto digitale. Un popolo molto ridotto rispetto al corpo elettorale. Secondo i dati del settembre 2018 gli associati alla piattaforma Rousseau oltretutto sono in calo. Da 140mila sono scesi a circa 100mila.

Se consideriamo che il 4 marzo 2018 il Movimento 5 Stelle ha raccolto alla Camera dei Deputati 10.743.000 suffragi, gli iscritti attuali alla piattaforma Rousseau sono pressapoco l’1% di questo corpo elettorale. In più non voteranno tutti: di solito chi lo fa è una minoranza. E chi controllerà il risultato del voto online di lunedì 18 febbraio? Ma l’Associazione Rousseau, che ha il compito di “sostenere e sviluppare” la piattaforma ed è presieduta da Davide Casaleggio.

Non solo Salvini

In queste ore, però, sta nascendo un nuovo problema: le lettere di Conte, Di Maio e Toninelli hanno provocato, com’era ovvio, l’apertura di un fascicolo a loro carico da parte della procura di Catania, che, probabilmente, nei prossimi giorni invierà il tutto sempre al Tribunale dei ministri.

Potranno questi solerti giudici adottare due pesi e due misure? Certo che no. E così fra qualche settimana la Giunta per le autorizzazioni della Camera (Di Maio e Toninelli sono deputati) si troverà sul tavolo la richiesta di autorizzazione a procedere contro il vicepremier e il ministro di Infrastrutture e Trasporti.

Mentre quella del Senato, che ha in carico anche i membri del governo non parlamentari, riceverà la richiesta per il premier Conte, se anche lui fosse indagato come Salvini per il reato di concorso in sequestro di persona aggravato dalla funzione pubblica e dalla presenza di minorenni.

Tutto in famiglia

Insomma, se vige la proprietà transitiva (ma in politica non è detto), la piattaforma Rousseau dopo il voto online su Salvini potrebbe essere investita dai vertici del Movimento anche per decidere su queste nuove richieste di autorizzazione a procedere. Un voto stavolta ancor più difficile, perché Di Maio è addirittura il capo politico del Movimento. E anche Conte e Toninelli appartengono alla famiglia dei 5 Stelle.

 

 

Massimo Solari è avvocato cassazionista e scrittore. Ha pubblicato diversi volumi sulla storia di Piacenza e alcuni romanzi. Ha tenuto conferenze e convegni sulla storia di Piacenza. Ha collaborato con le riviste Panoramamusei, L'Urtiga, e scrive sul quotidiano Italia Oggi.

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