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Gli omicidi calano, ma le donne restano sempre nel mirino

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Omicidi in calo, meno di uno al giorno. In Italia nel 2017 sono state uccise 357 persone, 234 uomini e 123 donne. Il tasso è di 0,59 omicidi ogni 100.000 abitanti. Che diventa rispettivamente 0,79 per i maschi e 0,40 per le femmine in rapporto a 100.000 abitanti dello stesso sesso. Ma le differenze di genere non si fermano qui. Dietro gli zero virgola c’è molto di più.

Nel report “Le vittime di omicidi” l’Istat spiega infatti che la forte riduzione di questo reato riguarda soprattutto gli uomini. Complice la diminuzione degli omicidi della criminalità organizzata. Così, se nei primi Anni 90 il rapporto era di cinque maschi a una femmina, adesso il rapporto è diventato di due a una. Con le donne che continuano ad essere uccise soprattutto da partner, ex o famigliari.

Vittime al maschile

ll Sud ha il primato degli omicidi commessi dal 2015 al 2017, con un tasso di 1,01 ogni 100mila abitanti. Seguono le Isole (0,86) ben superiori alla media nazionale (0,67).
Gli omicidi di uomini si sono verificati soprattutto nel Mezzogiorno (1,71 nel Sud e 1,37 nelle Isole). E il tasso più elevato è stato tra i 25 e i 54 anni, con un picco per i 25-34enni (1,43).
L’anno scorso le vittime maschili nel 32,1% dei casi sono state uccise da una persona che non conoscevano. Nel 43,2% si è trattato di omicidi senza un autore identificato. E gli uomini ammazzati da conoscenti sono stati il 24,8%.

Donne nel mirino

Per gli omicidi di donne non c’è invece “una localizzazione geografica prevalente”. Sempre dal 2015 al 2017, il valore più alto si è registrato al Centro (0,51), mentre quello più basso è stato al Sud (0,37). Il tasso di omicidio più elevato ha riguardato le ultra 64enni (0,58), seguite dalle 45-54enni (0,56).
L’80,5% delle donne uccise nel 2017 conosceva il suo assassino. Nel 43,9% dei casi l’omicida è stato un partner (35,8% attuale, 8,1% precedente). Chi ha colpito era un parente (inclusi figli e genitori) nel 28,5% dei casi. E nell’8,1% era comunque una persona conosciuta. “Tutte percentuali che sono stabili nel tempo”.

Omicidi e stranieri

Tra il 2015 e il 2017 le vittime di omicidio nel 19,6% dei casi erano stranieri (18,7% tra gli uomini e 21,3% tra le donne). Guardando la provenienza, il 21,9% era di nazionalità romena, il 13,5% marocchina e il 10,4% albanese.
Nel triennio le donne straniere sono state uccise più di frequente dai loro partner o dagli ex (58,3%) rispetto alle italiane (40,4%). L’incidenza degli altri parenti invece è stata minore (20,8% per le straniere contro il 30,3% per le italiane).

Capoluoghi e sicurezza

Sotto il profilo territoriale i comuni capoluogo hanno un tasso di omicidio più alto (0,99) rispetto ai centri minori (0,70). E “in circa un quarto delle province italiane (24,5%) l’incidenza degli omicidi nei capoluoghi è più che doppia rispetto agli altri comuni del resto della provincia”.
In questo quadro la percezione di sicurezza dei cittadini non viene comunque influenzata più di tanto dall’incidenza degli omicidi. Perché rispetto ad altri delitti resta un reato molto raro, anche se di estrema gravità. E quindi nel complesso più lontano e meno pervasivo rispetto ad eventi più frequenti come furti, scippi e rapine.

L’Italia, la Ue e il mondo

Veniamo al confronto con gli altri Paesi. Il tasso di omicidio italiano è inferiore alla media della Ue, pari nel 2016 a 1 ogni 100.000 abitanti (contro il nostro 0,7 dell’epoca). I Paesi con i valori più alti sono quelli del Baltico. Lettonia, Lituania ed Estonia hanno rispettivamente tassi di omicidio del 5,6, 4,9 e 2,5 ogni 100.000 abitanti. Al livello dell’Estonia si sono avvicinati Belgio (2,0) e Ungheria (1,9). Mentre meglio dell’Italia hanno fatto Portogallo, Spagna, Repubblica Ceca (tutti con un tasso dello 0,6) e Slovenia (0,5).

Su scala mondiale la media 2015 è di 5,3 omicidi volontari per 100.000 abitanti. Al vertice della classifica El Salvador con un tasso del 108,6. Seguono i Paesi dell’America centrale e meridionale, dove il tasso medio è del 22,3. Da ricordare la Federazione Russa (11,3) e l’Africa sub-sahariana (9,4). Infine l’America settentrionale (4,6), dove gli Stati Uniti hanno pesato parecchio con 4,9 omicidi ogni 100.000 abitanti: quasi il triplo degli 1,7 registrati in Canada.

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