Governo: il tempo stringe. La trattativa con Bruxelles è agli sgoccioli, le voci sulle tensioni giallo-verdi si susseguono, e non è ancora del tutto chiaro dove e come l’esecutivo taglierà la manovra per scendere dal 2,4 al 2,04% nel rapporto deficit/Pil, come proposto all’Unione europea. Mentre d’altro canto non è ancora detto che per Juncker e i suoi commissari questo risultato sia sufficiente ad evitare la procedura di infrazione.
Ma gli italiani come la pensano? Apprezzano o no la retromarcia del governo dopo mesi passati a fare la voce grossa con Bruxelles?
Governo: i punti fermi
A guardare i risultati del sondaggio di Demopolis per il programma 8 e 1/2 di La7 pare proprio di sì. La scelta di una mediazione, con l’obiettivo di evitare la procedura d’infrazione, il rischio di uno spread fuori controllo, mantenendo però le misure fondamentali della manovra, è giusta per il 62% degli italiani. Solo il 25% la ritiene un errore, in quanto rischia di ridurre l’impatto delle misure previste dal disegno di legge di Bilancio, mentre il 13% non sa rispondere.
I tre provvedimenti più apprezzati tra le scelte dell’esecutivo, quelli in sostanza da non toccare assolutamente anche in caso di un accordo con Bruxelles, sono il blocco dell’aumento dell’Iva, gradito nel 90% dei casi, le pensioni minime di cittadinanza a 780 euro (65%) e la riforma della legge Fornero (61%).
Niente differenze
Altro punto interessante del sondaggio effettuato dall’Istituto di ricerca diretto da Pietro Vento è quello sul confronto con la Francia. E cioè sul rapporto con le aperture del presidente Macron verso le proteste dei Gilet gialli. Per placare le forti tensioni sociali di queste settimane, l’inquilino dell’Eliseo ha proposto infatti una serie di misure economiche che potrebbero portare il rapporto deficit/Pil di Parigi oltre il 3%, ma senza incorrere nella procedura di infrazione.
Sulla questione il 71% degli italiani ha le idee chiare. Niente differenze con i cugini d’oltralpe: la Commissione Ue deve prevedere un trattamento analogo a quello francese anche per il nostro governo. Solo il 19% pensa invece che una differenza sia giustificata in quanto Parigi non ha il nostro enorme debito pubblico, mentre il 10% non sa rispondere.








