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Lega: niente reddito di cittadinanza per gli evasori

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Giancarlo Giorgetti e Matteo Salvini

Lega ancora insoddisfatta sul reddito di cittadinanza? Sembra proprio di sì. Dopo averne denunciato i rischi sul fronte del lavoro nero, per voce del sottosegretario alla presidenza del consiglio dei Ministri Giancarlo Giorgetti, continua il lavoro per limitare l’accesso al provvedimento.

Lega e paletti

I tecnici e i parlamentari di Salvini stanno preparando un nuovo pacchetto di emendamenti che dovrebbe essere presentato all’inizio della prossima settimana. Al centro naturalmente c’è la lotta ai furbetti, italiani e stranieri, che vedono il reddito di cittadinanza solo a fini assistenziali e non lavorativi, e si stanno facendo in quattro per falsificare il falsificabile ed ottenerlo a sbafo.

La mossa principale della Lega mira a contrastare gli evasori. Come segnala anche l’Agi, per il Carroccio chi non ha pagato per esempio la Tari oppure non ha ottemperato agli obblighi fiscali dovrebbe essere escluso dalla platea dei beneficiari del provvedimento.

Altra ipotesi: chi non ha pagato potrebbe vedersi togliere il corrispondente dal reddito di cittadinanza. O essere obbligato a pagarlo prima di riceverlo. In sostanza, una misura soprattutto a sostegno dei Comuni che se no rischiano di essere danneggiati.

D’altro canto, il Carroccio sta vagliando anche il discrimine dell’iscrizione all’università o dell’aver seguito almeno un percorso scolastico per coloro che faranno richiesta del reddito di cittadinanza dal 6 marzo. E naturalmente negli emendamenti sarà poi inserita l’annunciata richiesta di un aumento dei fondi per i disabili.

Acqua sul fuoco

Dalla Lega fanno sapere che in questo nuovo pacchetto di emendamenti non c’è nulla di strumentale. L’obiettivo, assicurano in via Bellerio, non è bloccare l’arrivo del reddito di cittadinanza fino alle europee per danneggiare la campagna elettorale di Di Maio e dei 5 Stelle. Per capire se è davvero così non ci vorrà molto tempo. Il reddito di cittadinanza è atteso infatti nell’aula del Senato il prossimo 19 febbraio.

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