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Tosca come un thriller di Hitchcock: classe e suspense al Municipale di Piacenza

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Susanna Branchini e Stefano La Colla (foto Gianni Cravedi)

Tosca come un thriller di Hitchcock: l’amatissima opera di Giacomo Puccini arriva al Municipale di Piacenza in un allestimento ricco di fascino e di suspense, nel prosieguo delle celebrazioni per il centenario della morte di Luigi Illica (1919-2019).
In cartellone Venerdì 15 marzo alle 20.30 e domenica 17 alle 15.30 (con anteprima per le scuole mercoledì 13 alle 15.30), il melodramma andrà in scena nell’ambito della Stagione Lirica 2018/2019, in coproduzione con il Teatro Regio di Parma e il Teatro Comunale Luciano Pavarotti di Modena.

Tosca da film

La versione dell’opera promette di soddisfare anche i palati più raffinati. L’allestimento “noir” però non è una novità. Porta la firma del regista Joseph Franconi Lee. Ed è stato ideato nel 1998 da Alberto Fassini, celebre allievo di Luchino Visconti.  Ormai un “classico”, creato al Regio di Parma e portato con successo sui palcoscenici di tutto il mondo.

Uno spettacolo in bianco e nero. Quasi un thriller del grande Alfred Hitchcock, squarciato da pochi e intensi colori e ad alto effetto scenico. Pronto a rinnovare il dramma di Tosca, Cavaradossi e Scarpia.

Talento da vendere

Sul podio, al suo debutto in Tosca, il giovane direttore Sesto Quatrini. Classe 1984, affermato nei maggiori teatri italiani e internazionali – da La Fenice di Venezia al Bolshoi di Mosca, e nei prossimi giorni a Tokyo – Quatrini è direttore artistico del Teatro dell’Opera Nazionale Lituano di Vilnius. Senza dimenticare che è stato assistente e cover conductor di Fabio Luisi al Metropolitan di New York e al Festival della Valle d’Itria di Martina Franca.

Nel suo ritorno al Municipale di Piacenza, dopo il successo del Concerto di San Silvestro del 2017, Quatrini dirigerà l’Orchestra Filarmonica Italiana, altra importante “rentrée”, a 5 anni di distanza, per la Stagione Lirica piacentina. Un’orchestra affermata, che nella sua lunga attività, ha collaborato con i più celebri direttori e interpreti, caratterizzandosi per la sua duttilità e qualità. E questo sia nel repertorio tradizionale, sia in progetti innovativi legati alla contemporaneità. Ad affiancarli, il Coro del Teatro Municipale di Piacenza preparato da Corrado Casati. E le Voci bianche del Coro Farnesiano piacentino istruite da Mario Pigazzini.

Cast di classe

Il ruolo di Tosca sarà interpretato dal soprano Susanna Branchini, che si esibisce regolarmente nei più importanti teatri italiani e all’estero. Cavaradossi sarà Stefano La Colla, tra i tenori più interessanti nel panorama lirico internazionale, in arrivo per la prima volta a Piacenza. Poi, ecco Amartuvshin Enkhbat: classe 1986, il baritono mongolo già molto apprezzato, è al debutto italiano nel ruolo di Scarpia.
Completano la compagnia di canto Giovanni Battista Parodi (Angelotti), i piacentini Valentino Salvini (Sagrestano) e Simone Tansini (Carceriere), Manuel Pierattelli (Spoletta), Stefano Marchisio (Sciarrone).

Un legame profondo

Sarà dunque una Tosca d’ispirazione cinematografica, con le scene e i costumi affidati a William Orlandi e le luci di Roberto Venturi. Del resto, il capolavoro pucciniano, rappresentato per la prima volta il 14 gennaio 1900 al Costanzi di Roma, ricorda profondamente alcune strutture drammaturgiche e narrative che saranno proprie del cinema.

L’agilità della vicenda e l’azione sempre in evidenza furono ritenute dallo stesso Puccini punto forte del dramma. A differenza di quanto scriveva Giacosa a Ricordi, mentre lavorava insieme con Illica al libretto tratto da La Tosca di Victorien Sardou: “Sono profondamente convinto che Tosca non è buon argomento per un melodramma”. Di lì a poco invece l’opera si sarebbe affermata nei maggiori teatri del mondo, consegnandosi per sempre alla storia della lirica e confermando l’intuizione del suo geniale creatore.

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