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Computer agli studenti: fondi dalla Regione, ma Piacenza è in ritardo

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Computer agli studenti: la scuola ricomincia il 14 settembre. Si spera, Covid permettendo, che sarà in presenza. Ma il rischio che si possa tornare anche alla didattica a distanza, e cioè alle lezioni da casa, è dietro l’angolo.

La didattica a distanza, vissuta in particolare nei mesi del lockdown, ha evidenziato da una parte la necessità di dotazioni tecnologiche nell’ambito familiare e dall’altra l’insufficiente possesso delle stesse.

Questi problemi non ci sono solo in Italia, ma anche in altri Paesi (si vedano i rapporti della Brookings Institution); minano la formazione e i livelli d’istruzione e quindi le prospettive di benessere e crescita individuale, nonché del sistema economico.

Computer e famiglie

Dalla rilevazione Istat nel periodo 2018-2019, la percentuale di famiglie italiane con un figlio minorenne che non possiede un computer è il 14,3%; ma solo il 18,6% delle famiglie italiane ne ha due o più. Infine, il 22,2% è la percentuale di famiglie in cui è disponibile un computer per ciascun componente. Soltanto il 6,1% dei ragazzi tra 6 e 17 anni vive in famiglie dove è disponibile almeno un computer per componente.

Il caso Emilia-Romagna

Al fine di colmare queste lacune il Governo, le Regioni e i Comuni hanno messo in campo varie iniziative, alcune delle quali ancora in itinere. A livello di Comune, ad esempio il Sindaco di Bettola, Dottor Paolo Negri, ha proposto e il Consiglio Comunale ha approvato un finanziamento per la dotazione di pc a famiglie sprovviste. A livello regionale, nell’ambito del “Progetto per il contrasto del divario digitale nell’accesso alle opportunità educative e formative”, la Giunta della Regione Emilia-Romagna, su lungimirante proposta della Professoressa Paola Salomoni, Assessore alla Scuola, università, ricerca e agenda digitale, ha deliberato un contributo volto a fornire alle famiglie dotazioni tecnologiche quali tablet, pc e connettività ( DGR 363/2020DGR 394/2020).

Le risorse del fondo

Il Progetto è finanziato con un investimento complessivo di 5 milioni di euro come segue:

  • A – Intervento a sostegno degli studenti delle Scuole di ogni ordine e grado per 3,5 milioni di euro a valere su risorse regionali;
  • B – Intervento a sostegno degli studenti dei percorsi di Istruzione e Formazione Professionale IeFP erogati dagli Enti di formazione professionali accreditati per 1,5 milioni di risorse del programma Operativo Fondo Sociale Europeo.

La Casa editrice Zanichelli ha generosamente aggiunto un milione di euro, destinato a progetti rivolti ai bambini delle scuole primarie (DGR 418/2020).

Beneficiari saranno circa 17mila studentesse e studenti di età compresa tra i 6 e 18 anni, che riceveranno pc e tablet che rimarranno di proprietà degli stessi e delle loro famiglie. E non in comodato gratuito come finora previsto.

La ripartizione del fondo

Con riferimento all’intervento A (dotazione tecnologica a studenti di età 6-18 anni), si poteva ipotizzare che la Regione, anche in vista della prossima riapertura delle scuole, avrebbe accelerato la procedura. Come? Semplicemente chiedendo all’Inps di Bologna di estrapolare il numero di potenziali fruitori in regione, attraverso soglie dell’ISEE delle famiglie con figli minori. E poi emesso un bando incentrato sul criterio ISEE rivolto a tutti i residenti nel suo territorio.

Invece, la Regione ha fatto una scelta diversa. Ha individuato i Distretti socio-sanitari quale ambito territoriale d’attuazione del progetto. E ha quantificato a priori le risorse di ogni Distretto nel modo seguente: “80% delle risorse in funzione della potenziale platea dei destinatari degli interventi e pertanto in funzione della popolazione residente di età compresa tra i 6 e i 18 anni; 20% delle risorse in funzione degli studenti beneficiari degli interventi per il diritto allo studio scolastico (contributi per i libri di testo) nell’anno scolastico 2019/2020”.

Con riferimento all’intervento di cui al punto B (studenti dei percorsi di Istruzione e Formazione Professionale IeFP), il finanziamento è invece assegnato al Raggruppamento Temporaneo d’Impresa.

Gestione locale e bandi  

Come detto, la Regione ha individuato i Distretti socio-sanitari quale ambito territoriale d’attuazione del progetto. E in data 22 Aprile ha loro richiesto di individuare un soggetto Capofila tra diversi enti, Comuni, Scuole (PG/2020/0309578 del 22/04/2020). Nessun termine cogente veniva posto per l’avvio delle attività, né tanto meno per la conclusione (PG/2020/0329164 del 30/04/2020).

Gli enti/soggetti Capofila dei diversi distretti si sono mossi in modo indipendente, emanando bandi differenti, con requisiti differenti e con scadenze diverse. Alcuni hanno terminato da tempo i lavori; altri li stanno terminando; alcuni hanno appena iniziato; di altri (come Piacenza città e il Distretto di Ponente della provincia) nulla si sa.

Gli esempi virtuosi

Il Comune di Bologna, in veste di Capofila del Distretto città di Bologna, ha da tempo emesso un bando, già scaduto il 9 luglio, che individua i beneficiari in studenti in età compresa tra i 6 e 18 anni frequentanti una istituzione scolastica di ogni ordine e grado situata nel Comune di Bologna; indipendentemente dalla residenza dello studente, previa richiesta da parte dei genitori, o di chi esercita la responsabilità genitoriale, che dovranno dichiarare che lo studente non dispone già di un dispositivo tecnologico necessario alla fruizione dell’attività scolastica a distanza.

Il Distretto di Modena ha emesso un bando, scaduto il 10 luglio, che richiedeva la presentazione dell’ISEE e definiva quale criterio di graduatoria delle domande il valore dell’ISEE anno 2019 (con limite massimo di 15.748,78 euro). Analoga tempistica e criteri (valore ISEE, e limite massimo) si riscontrano nei bandi emessi nei distretti della provincia di Reggio Emilia e Parma.

Interessante la semplificazione adottata da Parma, per altro prevista dalla Nota Operativa scritta dagli Uffici della Regione: assegnazione di buoni d’acquisto (450 euro per l’acquisto di PC portatile – studente scuola secondaria; 230 euro per l’acquisto del Tablet o “due in uno” – studente scuola primaria).

I ritardi piacentini

La Regione nell’aprile scorso ha assegnato il compito di attuazione e gestione del progetto, quindi la definizione dei criteri e la modalità di liquidazione, anche ai Distretti socio-sanitari di Levante (i Comuni in Val d’Arda e Val Nure, assegnando una disponibilità di 98.906 euro), di Ponente (i Comuni in Val Tidone, Val Trebbia e Val Luretta; 71.365 euro) e al Distretto socio-sanitario città di Piacenza (103.587 euro).

Solo in questi giorni il Distretto Socio-Sanitario di Levante, con Capofila il Comune di Fiorenzuola d’Arda, ha finalmente pubblicato il bando con termine di presentazione delle domande a partire dal 10 agosto fino alle ore 18 del 4 settembre. Lascia perplessi la liberalità verso ISEE elevati, la complessità dei criteri e dei soggetti/Istituti coinvolti.

L’autocertificazione, cardine del bando di Bologna, è bandita dal Distretto di Levante: la graduatoria per l’assegnazione dei dispositivi sarà completata solo dopo che gli istituti scolastici avranno fornito “attestazione riguardo a iscrizione dell’alunno/a all’istituto, fabbisogno del/i dispositivo/i richiesto/i; eventuale indicazione del tipo di dispositivi appropriati per l’alunno/a (tablet, notebook, SIM, router); eventuale attestazione di priorità per alunno portatore di bisogni educativi speciali e/o alunno frequentante classi-ponte”.

A questo punto, sarà interessante vedere quando i dispositivi informatici arriveranno nelle mani degli alunni/studenti beneficiari. Insomma, a tutt’oggi, se i bandi di Parma e della stessa Bologna hanno il primato di semplificazione, il primato di complicazione va, senza ombra di dubbio, al Distretto di Levante.

Ma in provincia forse c’è chi sta peggio. Perché nulla invece si conosce riguardo all’attività del distretto di Piacenza città (Capofila il Comune) e del Distretto di Ponente (Capofila il Comune di Castel San Giovanni). Siamo a metà agosto, e sono trascorsi più di 100 giorni da quando la Regione ha affidato compito e discrezionalità ai Distretti. Tenendo presente che quanto loro richiesto è un primo passo della procedura, cui dovrà seguire la formulazione delle graduatorie e l’acquisto dei computer, quando gli studenti piacentini li avranno a disposizione?

Il nodo burocrazia

Questa vicenda evidenzia ancora una volta quanto pesino le complicazioni burocratiche. Un progetto altamente meritevole, “Progetto per il contrasto del divario digitale nell’accesso alle opportunità educative e formative”, la cui esecuzione è stata demandata ad una pluralità di soggetti e Amministrazioni locali ne è la dimostrazione. Si sono mossi in modo indipendente emanando bandi differenti, con scadenze diverse, e soprattutto con requisiti differenti in violazione a uniformità di trattamento e equità.

Una procedura centralizzata certamente sarebbe stata più celere e in virtù di univoci criteri, più equa. Non è necessario dilungarsi sull’ovvia relazione tra carenza di strumentazione anche informatica e disagio economico, e sul fatto che quest’ultimo è misurato dall’ISEE.

Sarebbe allora stato sufficiente semplificare l’esecuzione del progetto con un bando centralizzato e incentrato sul criterio ISEE. Con benefici di uniformità di trattamento, equità, ed efficienza di esecuzione.

Piacenza maglia nera

L’inazione a discapito dei residenti nella città di Piacenza e del Distretto di Ponente, vista l’assenza a tutt’oggi della pubblicazione dei bandi, è l’esempio più grave di queste complicazioni burocratiche. I residenti nel distretto di Levante (i Comuni di Val d’Arda e Val Nure) si confrontano invece con un bando e quindi hanno la possibilità di fare domanda (entro il 4 settembre). I tempi dell’effettiva risposta sono comunque prevedibilmente lontani, stante, come abbiamo visto, la ricchezza di complicazioni del bando stesso. Ma non dimentichiamo che anche a Piacenza e provincia, come a Parma e Bologna, la campanella suonerà sempre il 14 settembre.

 

Gabriella Chiesa, Ph.D. in Economics alla London School of Economics, è professore di Monetary and Financial Economics alla Alma Mater Studiorum Università di Bologna. Ha ricoperto posizioni in diverse università e centri di ricerca italiani ed esteri.
La sua attività di ricerca verte sui mercati finanziari e le loro interazioni con la macroeconomia, i cui risultati sono pubblicati in riviste internazionali di economia e di finanza.

Luigi Filippini, ha studiato alla London School of Economics e all’Harvard University. È professore di Economia dell’Innovazione e competitività all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.
I suoi interessi di ricerca vertono su temi di Industrial Organization e teoria della produzione, i cui principali risultati sono pubblicati in riviste internazionali.

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