Piacenza

Cantine piacentine protagoniste “Slow Wine”: dall’evento di BolognaFiere alla Guida 2024

cantine-piacentine-protagoniste-slow-wine-dallevento-di-bolognafiere-alla-guida-2024

Siamo ormai alla vigilia della terza edizione di “Slow Wine Fair”. Si tratta della manifestazione che celebrerà il “vino buono, pulito e giusto” dal 25 al 27 febbraio a BolognaFiere (sì, proprio dov’è finito anche il nostro Mercato dei Vini organizzato dai Vignaioli Indipendenti Fivi). Altamente identitario, quest’evento fieristico in sole due edizioni si è già ritagliato un preciso spazio nel calendario delle fiere europee del vino. Tra gli oltre 950 espositori attesi, anche una bella pattuglia di cantine piacentine.

La Guida Slow Wine

Sono espositori ai quali guarda anche l’ultima edizione della Guida Slow Wine, nata nel 2011 con l’obiettivo di spostare la lente dai vini (e dai loro punteggi) alle cantine, ai produttori e ai territori. Redatta con la collaborazione della Fisar (Federazione Italiana Sommelier Albergatori Ristoratori), questa guida è una delle pochissime – se non l’unica – dove si visitano le cantine seguendo la filosofia del vino non soltanto buono da bere, ma che porta con sé valori come la tutela della biodiversità, la difesa del paesaggio agricolo e la salvaguardia delle risorse. Un vino autentico, riflesso del territorio di riferimento.

Cantine e tipologie

Tra le 2.006 cantine visitate e recensite nella Guida 2024, ben 21 sono le piacentine. Non mancano neanche realtà che hanno ottenuto interessanti riconoscimenti per loro e per i loro vini. Sono di tre tipologie: “Top Wine”, per bottiglie che sotto il profilo organolettico hanno raggiunto l’eccellenza; “Vino Slow”, per quei Top Wine che in più condensano nel bicchiere caratteri legati a territorio, storia e ambiente; infine, il “Vino quotidiano”, per i Top Wine che in enoteca non superano i 12 euro (per bere bene non sempre è necessario svenarsi).

I Top Wine

Partiamo nella nostra carrellata da una new entry della Guida Slow Wine: si tratta di una bella realtà che nasce nel 1952 in Val Chiavenna, nella preziosissima Riserva Geologica del Piacenziano, e che oggi è gestita dai fratelli Tiziano e Matteo insieme al padre, che dà il nome all’Azienda Camorali Pierluigi. Parere comune per chi li ha conosciuti è l’intraprendenza, la sensibilità e la capacità di ascolto e confronto dei due giovani viticultori che assieme al padre portano avanti un particolare legame e amore per il territorio. Viti di cinquant’anni d’età generano il vino che ha ottenuto il riconoscimento: il Colli Piacentini Malvasia Terramara 2022. Un vino che colpisce per l’aderenza territoriale e la finezza, in bocca risulta fresco ma morbido e avvolgente, di buona sapidità.

Andando in Val Nure, nasce sempre da Malvasia di Candia aromatica il Malvasia Ape (Alessandro Perini Enologo) 2021 interpretato con grande eleganza dalla Cantina Romagnoli. Lo proponiamo nuovamente con piacere, tra i laureati Slow Wine.

Tanta dolcezza

La Guida 2024 riconosce i nostri Colli come l’eldorado di passiti e vin santi: “È difficile nel Piacentino imbattersi in uno di questi vini che sia meno che buono”. Dopo questa augusta premessa capiamo bene come i premiati debbano essere proprio straordinari: si tratta del Colli Piacentini Vin Santo di Vigoleno 2022 dell’Azienda Lusignani, colei che per prima ha sdoganato fuori dal piacentino questa tipologia arcaica e prestigiosa. Tra i migliori dolci d’Italia, si presenta con una bocca opulenta dotata di un allungo da vero fuoriclasse.

Di certo non può mancare la Cantina Barattieri, già protagonista nelle nostre pagine, col suo Colli Piacentini Vin Santo Albarola 2012: vino emblematico e inconfondibile con un’esplosione olfattiva di uva passa, noce e frutta candita, sorretta da una bocca opulenta e di grande freschezza.

Top Wine nel quotidiano

La Guida Slow Wine ci porta a Ponte dell’Olio, ancora in Val Nure, dove sorge dai primi del Novecento l’Azienda agricola Marengoni. Dal 2023 l’azienda, grazie alla scelta dei simpatici e conviviali titolari Lino e Flavio che portano avanti l’impegno del compianto padre Silvio, si è convertita al biologico. La Cantina vede premiato il Gutturnio Frizzante G842 (dal codice catastale del comune di Ponte dell’Olio) del 2022.

Bacedasco Basso, come si può dire per l’intero territorio che ha come denominatore comune le terre del Piacenziano, si sta caratterizzando per una bella crescita in termini di qualità e rinnovamento. A questa felice zona guarda sempre la Guida 2024, parlandoci della Cantina La Margherita, anch’essa recensita per la prima volta. Il riconoscimento ha premiato il Divino Sur Lie 2022: uvaggio Barbera e Bonarda rifermentato in bottiglia che si presenta energico ed esuberante, dal sorso squisitamente fruttato.

In vetta: Top Wine e Vino Slow 

Parole al miele per la Cantina La Tosa: nella Guida Slow Wine ottiene l’ambìto riconoscimento della “Chiocciola”, riservato alle cantine per il modo in cui interpretano valori in sintonia con la filosofia Slow Food, associati a qualità eccellente della proposta. Questa perla del Piacentino, dotata anche di un’annessa attività di ristorazione, ottiene il massimo riconoscimento per il Colli Piacentini Malvasia Sorriso di Cielo 2022. Che dire di questo grande vino dal ricchissimo e varietale naso e la bocca strutturata, asciutta e saporita? Godetevelo! E se riuscite anche a provare una verticale di diverse annate, potrete apprezzare il potenziale enorme di questo vitigno.

Infine Ziano, Comune più vitato del Piacentino, vede premiata dalla Guida Slow Wine 2024 la sempre più dinamica Cantina Lusenti, dov’è forte l’impegno per una coltivazione sostenibile. Incoronato il loro Ciaomare 2022: una bella Barbera rifermentata in bottiglia, fresca, slanciata in cui il sorso è completato dalle note fruttate.












 

Sante Lancerio
+ posts

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.