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Centrodestra: la coalizione non c’è più. E adesso?

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Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Silvio Berlusconi al Quirinale

Centrodestra: Salvini e Berlusconi sono alla frutta. Il leader leghista è noto per avere una pazienza a prova di bomba. Ma adesso sembra davvero finita. Salvini ha sopportato i malumori di Berlusconi quando aveva capito di aver perso la leadership del centrodestra. Ha tollerato la sceneggiata quirinalizia di qualche giorno fa, quando Berlusconi le ha tentate tutte per ridicolizzarlo. E finendo invece lui come protagonista di mille “meme” sui social network mentre compita con le dita “uno, due e tre…”.  

Un governo? Sì, forse, anzi no

E siamo a giovedì 19 aprile, quando in mattinata Salvini e Di Maio raggiungono un accordo di massima. Posizione paritetica nel nuovo governo. E cioè 50 e 50 la rappresentanza di 5 Stelle e Lega. Con la possibilità per Salvini di indicare come ministri e sottosegretari anche esponenti forzisti. Matteo si sbilancia e annuncia: “È quasi fatta”.

Poi accade l’incredibile. Sembra che la presidente del Senato Casellati, ricevendo la delegazione 5 Stelle, invece di fare l’esploratrice di Mattarella l’abbia fatta per Berlusconi. Addirittura azzardando anche i nomi di ministri targati Forza Italia (Carfagna e Malan). E facendo così imbufalire Di Maio e soci.
Non solo: poco dopo Berlusconi chiude all’ipotesi di governo 5 Stelle – Lega con appoggio esterno di Forza Italia e Fratelli d’Italia, rivendicando pari dignità. E aggiungendo: “I 5 Stelle sono un pericolo per l’Italia”.

L’ombra dell’inciucio

Ma per il centrodestra non è finita qui. Il leader di Arcore apre anche ad un’ipotesi di governo col Pd che riceve immediatamente l’altolà di Rosato: “Il cavaliere sogna”.
A questo punto Salvini sembra pronto ad esplodere. “Non vorrei che qualcuno, anche nel centrodestra, facesse il tifo per un governo gradito all’Europa e che aumenta le tasse. Piuttosto faccio tre passi avanti e il governo provo a farlo io”.

Centrodestra: il carico da 90  

Ma la corda tra Arcore e via Bellerio non è ancora tirata del tutto. Venerdì, il 20 mattina, arriva l’ultima bordata di Berlusconi. Dal Molise, dove il 22 si vota per le regionali, apostrofa così i grillini: “È gente che non ha mai fatto nulla nella vita. Nella mia azienda li prenderei per pulire i cessi”. E aggiunge: “Di Maio ha una buona parlantina, non posso negarlo. Ma non ha mai combinato niente di buono per sé, per la sua famiglia, per il Paese. Non possiamo affidare l’Italia a gente come lui”.

Insomma due giorni di fuoco. Giovedì sera, alla domanda se la coalizione di centrodestra era finita, Salvini aveva traccheggiato e non aveva risposto, anche se l’espressione del volto era più che eloquente. Ma venerdì mattina non si trattiene. “Se Berlusconi vuole riportare il Pd al governo lo faccia senza la Lega”. E alla domanda se l’alleanza nel centrodestra è finita, allarga le braccia: “Vedete voi”.

Il rebus di Mattarella 

Intanto, il Presidente della Repubblica si è preso due giorni per meditare sulle macerie lasciate dall’esploratrice Casellati. Proviamo a vagliare le ipotesi sul tavolo.

  • Incarico esplorativo a Fico. È visto con apprensione da Di Maio per la rivalità tra i due. Metti che il presidente della Camera riesca a trasformarsi da esploratore in premier… Senza contare che l’incarico a Fico servirebbe soprattutto a sondare la possibilità della formazione di un governo 5 Stelle – Pd. Oggi, ipotesi abbastanza remota. 
  • Pre-incarico a Salvini. Il Quirinale finora ha dimostrato di muoversi coi piedi di piombo. Si era sempre detto che esauriti i due incarichi esplorativi alla Casellati e a Fico si sarebbe passati ad un pre-incarico al leader della prima coalizione uscita dalle urne. Ma oggi Salvini è ancora il leader del centrodestra o rappresenta solo il suo 17%?
  • Preincarico a Di Maio. Potrebbe essere l’eventualità più accreditata. Sempre se Mattarella decide di fare un doppio salto mortale, cancellando i passaggi Fico e Salvini. Ma lunedì, quando il Quirinale dovrà dare le carte, si sapranno già i risultati del Molise, che potrebbero sparigliare i giochi.
  • Governo del Presidente: era l’ipotesi più gettonata da molti osservatori. Anzi, si spendevano già i nomi di Sabino Cassese, Giovanni Maria Flick, Alessandro Pajno o Paola Severino. Per ora tutto in frigorifero.

Montagne russe e Friuli

Facciamo due conti: a 45 giorni dalla chiusura delle urne, passati nello stucchevole tira e molla su chi aveva vinto e chi avrebbe i voti per governare, adesso sembra di essere sulle montagne russe. Ad ogni minuto il quadro cambia completamente. E chissà da qui a lunedì cosa capiterà nel centrodestra. Senza contare che il 29 aprile si vota per le regionali in Friuli-Venezia Giulia, con Salvini che spera in un successo spettacolare. Insomma, se la soluzione del nuovo governo è ancora lontana, per il centrodestra però una cosa è chiara: ormai sarà difficilissimo, se non impossibile, vederlo unito alla meta, qualsiasi essa sia.

Massimo Solari è avvocato cassazionista e scrittore. Ha pubblicato diversi volumi sulla storia di Piacenza e alcuni romanzi. Ha tenuto conferenze e convegni sulla storia di Piacenza. Ha collaborato con le riviste Panoramamusei, L'Urtiga, e scrive sul quotidiano Italia Oggi.

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