Pd di Piacenza: sale la tensione nel centrosinistra attorno a una vicenda tutta da raccontare. Protagonista l’onorevole Paola De Micheli. E più di così non si può, perché tiene la scena anche quando non c’è. Verrebbe da dire, parafrasando un suo famoso intervento sul discusso parcheggio di Piazza Cittadella, che “di riffa o di raffa” l’ex ministro dirige sempre le danze piacentine. Ma andiamo con ordine e vediamo che cosa sta succedendo.
La grande assente
Il fattaccio inizia durante il Consiglio comunale del capoluogo emiliano di lunedì scorso. Prende la parola Stefano Cugini, capogruppo di Alternativa per Piacenza (lista d’opposizione a sinistra della maggioranza). Cugini rimarca senza nominarla l’ennesima assenza della consigliera e onorevole De Micheli. In sostanza, la invita a dimettersi se non ha il tempo di partecipare ai lavori dell’Aula, lasciando spazio ad altri che potrebbero dare più contributi. Silenzio di tomba; maggioranza attonita; nessuno prende la parola in difesa dell’ex ministro. I lavori proseguono come se niente fosse e si spera che tutto venga dimenticato. Ma la frittata è fatta.
Si sa delle vecchie ruggini di Stefano Cugini col Pd: già assessore nella Giunta Dosi, era stato capogruppo dem nella scorsa consiliatura e tra i candidati sindaco in pectore, poi giubilato a favore di Katia Tarasconi. Il che l’ha portato a lasciare il Partito democratico e a candidarsi nel 2022 come primo cittadino per ApP. Quindi, un atteggiamento critico ci sta.
Il caso Petrini
Tuttavia, dalle parti del Pd che guida la maggioranza di centrosinistra è successo ben altro. A commentare con favore le parole di Cugini lunedì sera è stato Marcello Petrini. Di chi si tratta? Di un giovane medico, primo dei non eletti del Pd nelle Comunali 2022. E quindi colui che nel caso di dimissioni dell’onorevole De Micheli ne prenderebbe il posto a Palazzo Mercanti. Il dottor Petrini tra l’altro vanta nobili natali parlamentari. Suo padre, Pierluigi Petrini, anch’egli medico, eletto deputato con l’allora Lega Nord (1992), è stato vicepresidente della Camera (Gruppo Misto, 1996) e poi senatore con la Margherita (2001).
Durante la scorsa campagna elettorale per le Comunali Paola De Micheli e Marcello Petrini erano molto vicini: si presentavano in coppia come preferenze da proporre agli elettori. Fatto sta che il fedele Petrini risulta il primo dei non eletti del Pd. E De Micheli, amica di famiglia, almeno politica (visti i suoi trascorsi nella Margherita), pare avesse dato la sua disponibilità a lasciargli il seggio di Palazzo Mercanti dopo i primi mesi di mandato, poiché impegnatissima a Roma. Cosa però mai avvenuta.
Polemiche social
Da qui il velenoso commento pubblicato su Facebook da Marcello Petrini, dopo l’intemerata del capogruppo di ApP in Aula: “Ringrazio l’amico Stefano Cugini che al minuto 55 afferma l’ovvio (però in straordinaria solitudine). Se non vieni quasi mai in consiglio comunale puoi anche dimetterti”.
Apriti cielo. Mentre la consigliera Pd Tiziana Albasi prende le distanze dal post contro De Micheli, a mettere un like alle parole di Petrini ci pensano due colleghi di maggioranza: la giovane Costanza De Poli (Pd) e il capogruppo di Piacenza Coraggiosa, l’avvocato Boris Infantino, che un anno fa era in pole position per diventare segretario provinciale del Pd, sponsorizzato proprio da De Micheli, ma che poi ha ceduto il passo a Massimiliano Gobbi.
Lesa maestà
Così il clima nel centrosinistra si è subito surriscaldato. E ieri il capogruppo Pd Andrea Fossati ha vergato un comunicato riparatore della lesa maestà dell’onorevole De Micheli, ammettendo, a nome del suo partito, che di lei si parlava.
Scrive Fossati: “In merito alle dichiarazioni di Stefano Cugini, capogruppo di Alternativa per Piacenza, durante la seduta consiliare del 2 marzo, ritengo opportuno riportare il dibattito su un piano di correttezza e sostanza. L’attività istituzionale della deputata Paola De Micheli, che si svolge anche nell’esercizio del mandato parlamentare, non ha mai fatto venir meno l’attenzione costante e puntuale della consigliera comunale del nostro partito verso le dinamiche amministrative della città di Piacenza. Il confronto e il sostegno alla sindaca, alla Giunta e a noi consiglieri è continuo, strutturato e improntato alla piena collaborazione istituzionale.
Lontano dai riflettori
Non basta. Il capogruppo Pd aggiunge: “Nei passaggi decisivi per la vita amministrativa dell’ente – si veda ad esempio l’approvazione dell’ultimo bilancio previsionale e per gli atti strategici per lo sviluppo della città – il contributo dell’onorevole De Micheli è sempre stato presente e determinante in Consiglio. È in quei momenti che si misura la responsabilità politica, ed è lì che non è mai mancata. Parallelamente, l’impegno a livello nazionale si traduce in un lavoro concreto a favore della città, con numerose pratiche e interlocuzioni istituzionali seguite direttamente per sostenere progetti, investimenti e opportunità per la nostra comunità. Un’azione che spesso si svolge lontano dai riflettori e dal Consiglio, ma che produce risultati tangibili per Piacenza. In questi ultimi anni De Micheli è stata contestata, dai banchi dell’opposizione, per il suo attivismo a favore del Comune”.
Dentro e fuori dall’Aula
Adesso, conclude Fossati, l’onorevole “viene criticata per alcune assenze, per altro giustificate. Riteniamo che ciascuna forza politica debba concentrarsi prioritariamente sul proprio percorso e sulle proprie responsabilità amministrative. Il nostro impegno resta quello di lavorare con serietà, nel merito delle questioni e nell’interesse esclusivo della città, evitando polemiche che non aggiungono valore al confronto pubblico. De Micheli, dentro e fuori l’aula consiliare, continua a dare una mano al gruppo consiliare del Partito Democratico, alla maggioranza, alla Giunta del sindaco Tarasconi e, ovviamente, al Comune e alla città di Piacenza”.
La punta dell’iceberg?
Sarà, ma dopo la nota del capogruppo Pd i due like al post di Petrini messi da De Poli e Infantino sono ancora lì. E qualcuno sostiene che siano solo la punta dell’iceberg di un malcontento più ampio che nella maggioranza sarebbe all’ordine del giorno. Anche in vista della prossima campagna elettorale, che ormai è certo sarà appannaggio dalla ricandidata sindaco Katia Tarasconi. Naturalmente col pieno appoggio dell’onorevole Paola De Micheli che invece guarda sempre ai lidi romani.
Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.
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A me sembra un intervento molto scomposto. Ricordo che negli anni 60 Malagodi era consigliere comunale a Milano, ed al tempo stesso deputato è segretario dei liberali. Non frequentava spesso Palazzo Marino al quale però teneva molto perché Milano era la sua città. Mai nessuno si permise – tra l’altro da banchi opposti ai suoi – di segnalare le sue assenze. Ma si sa, oggi il galateo istituzionale – con i politici che abbiamo – e’ scomparso. Del resto basta vedere con quale spirito e’ stato accolto nel PD l’intervento di Cugini per farsene una ragione.