Piacenza

Il sindaco Gandolfi va all’attacco dell’Ausl e si ricandida a Fiorenzuola

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Il sindaco di Fiorenzuola d'Arda, Romeo Gandolfi

Romeo Gandolfi l’ha messo nero su bianco. In una lunga lettera indirizzata all’ingegner Luca Baldino, il sindaco di Fiorenzuola va all’attacco dei vertici dell’Ausl. E in sostanza chiede all’Azienda sanitaria un deciso e veloce cambio di rotta. Risposte e impegni ben diversi da quelli messi in campo dall’Ausl che Gandolfi ritiene quantomeno inadeguati non solo per la città che amministra, ma per tutti i 70mila abitanti della Val d’Arda (il 25% della provincia di Piacenza) di cui Fiorenzuola è il capoluogo.

Signor sindaco, partiamo dal suo primo assunto: lei premette che manca un anno alla scadenza del suo mandato, quindi questa lettera è una mossa elettorale?

“No, questa presa di posizione non è una mossa elettorale. Ha ben altro significato”.

Ci dica…

“Voglio arrivare alla conclusione del mio mandato con il risultato che ci eravamo prefissi all’inizio. E questo superando gli ostacoli che abbiamo di fronte. Per prima cosa la pandemia di Covid-19, ma anche la mala-organizzazione evidente e manifesta dell’Ausl”.

Perché la definisce così?

“Guardi, le faccio un esempio concreto: attualmente il centro prelievi dell’Ospedale di Fiorenzuola è al terzo piano, dove si sa da tempo che si dovevano costruire le sale operatorie. Oggi si dice che questi spazi per i prelievi non sono più adeguati a causa del virus. E quindi si chiude il Pronto Soccorso per mettere a disposizione i suoi locali a questo scopo. Ma che il centro prelievi andasse spostato per far spazio alle sale operatorie si sapeva già da molto tempo. Quindi perché non è stato programmato prima questo spostamento e oggi dobbiamo subire la chiusura di un servizio importantissimo come il Pronto Soccorso? È vero che sono stati fatti i bandi per questi spostamenti, così come per la Casa della salute. Ma anche nell’emergenza non si può affrontare il problema pensando di risolverlo con una palese riduzione dei servizi sanitari per i cittadini”.

Cittadini che sono sempre più preoccupati…

“Certo, questa manovra non programmata è percepita dalla popolazione a senso unico: il Pronto Soccorso non riapre più”.

L’Ausl ha annunciato che al suo posto, come all’Ospedale di Castel San Giovanni, verrà aperto un Punto di primo intervento. Ma non ne ha spiegato i contenuti sanitari; lei ha capito che funzione avrà?

“Dovrebbe essere un punto di primo intervento per risolvere i casi meno gravi. Chiaramente l’infartuato va messo subito in ambulanza e mandato a Piacenza. A Fiorenzuola saranno gestiti per esempio i piccoli incidenti sul lavoro o quelli casalinghi. Ma dal mio punto di vista non può essere che una fase transitoria”.

I Punti di primo intervento apriranno a metà giugno e fanno venire in mente gli ambulatori medici delle località turistiche…

“Nulla di più”.

In un altro passaggio della sua lettera lei chiede che a Fiorenzuola venga insediata anche la Terapia intensiva: perché fa questa proposta?

“Quello che abbiamo visto in questi mesi con l’emergenza Covid sollecita la presenza di questo servizio in tutti gli Ospedali. Sappiamo che qui a Fiorenzuola i nostri operatori sanitari hanno gestito casi anche problematici anche senza avere gli ausili necessari. Quindi per eventuali emergenze e anche nella prospettiva delle future sale operatorie promesse più volte, i letti di terapia intensiva diventano una presenza essenziale per il nuovo Ospedale che si vuole creare in Val d’Arda”.

Torniamo ai prelievi: c’è chi suggerisce in questa fase di emergenza di dare più spazio ai laboratori privati; come la pensa? 

“Avevo già sollecitato nelle sedi opportune, come il tavolo della Prefettura, l’apertura ai laboratori privati per i test sierologici; e ho fatto a voce questa proposta anche per i prelievi ai vertici dell’Ausl. Una soluzione che coinvolga non solo i laboratori privati di Fiorenzuola ma dell’intera Val d’Arda”.

Alziamo lo sguardo verso il futuro: lei che Ospedale vorrebbe a Fiorenzuola?

“Sono consapevole che un ospedale generico come quello a cui si pensava anni fa non ha più ragion d’essere. Quando a seguito della legge Balduzzi si è iniziato a ragionare sui nosocomi specializzati, l’ho vista come una bella opportunità. Perché avere qui un ospedale altamente specializzato, con meno concorrenti nelle vicinanze, può garantire degli importanti margini di sviluppo. Se poi aggiungiamo che i cittadini della Val d’Arda avrebbero così a disposizione tutti gli specialisti che ruotano a servizio dell’ospedale specializzato nella riabilitazione, per esempio dalla cardiologia alla pneumologia, all’urologia, il cerchio sui servizi sanitari più richiesti, affiancati dalla cosiddetta chirurgia minore o day surgery, si chiude positivamente. Tenendo conto che comunque per gli interventi più importanti tutti vanno nei centri maggiori”.

Di recente ha fatto scalpore lo spostamento del noto cardiologo Alessandro Esposito: è stato spedito dall’Ausl in Val Tidone e comunque a Fiorenzuola non è stato sostituito, lasciando scoperta la sua posizione ospedaliera; una vicenda che ha sollevato numerosissime critiche da parte dei cittadini verso l’Azienda sanitaria.

“Sul dottor Esposito mi sono arrivate solo attestazioni di stima e non voglio entrare nel merito di decisioni interne all’Ausl; ci entro invece nel momento in cui indeboliscono il servizio ai cittadini. E dico chiaramente che questo è inaccettabile, anche perché fa venire molti dubbi sulle reali intenzioni dell’Azienda sanitaria…”.

In che senso?

“Non si può dire che si vuol preparare un ospedale d’eccellenza e intanto si tolgono i medici migliori. Ripeto, al di là del caso del dottor Esposito, questo oggi non è accettabile in generale”.

Passiamo alla medicina territoriale: si parla molto anche della funzione delle Case della salute…

“A Fiorenzuola la visione della mia amministrazione era quella di ristrutturare l’ex Municipio non solo per la scuola di fisioterapia collegata al nuovo ospedale ma anche per dare gli spazi necessari alla Casa della salute; intanto si sta trovando una soluzione provvisoria in altri locali che l’Ausl mi ha assicurato avrebbe identificato. La casa della salute è un presidio importante per permettere ai medici di famiglia un’assistenza integrata con il personale infermieristico dell’Azienda sanitaria di tutti quei pazienti affetti da cronicità. Se fossero già state in funzione in epoca pre-Covid, avrebbero dato di sicuro un apporto importante, diventando la base del lavoro svolto dalle Usca, le Unità speciali di continuità assistenziale”.

Un’ultima domanda: dopo tutto quello che ci ha raccontato, il sindaco Gandolfi fra un anno si ricandida alla guida del centrodestra di Fiorenzuola?

“Guardi, sono stati anni molto faticosi e ci ho messo il massimo impegno. Così abbiamo iniziato tante cose che vorrei portare a buon fine. Si sa, spesso un mandato non è sufficiente e questo è anche il mio caso. Quindi le rispondo di sì, penso che sia quasi d’obbligo una mia ricandidatura”.

 

 

 

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Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.

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