Bonaccini premia gli operatori sanitari dell’Emilia-Romagna con un bonus da 65 milioni di euro. Promette ulteriori semplificazioni per velocizzare la produzione delle mascherine in regione. E intanto per la riapertura delle attività si affida al parere degli esperti del comitato scientifico nazionale di concerto con le decisioni della cabina di regia istituita dal governo di cui farà parte con altri due presidenti regionali.
“Ma se il quando si riaprirà non è certo, il come va deciso adesso”, dice Bonaccini. Così “per evitare la carestia futura” il governatore guarda a un “Patto per la ricostruzione” dell’Emilia-Romagna. Per realizzarlo annuncia l’arrivo di un gruppo di economisti, umanisti e scienziati, compresi giovani esperti di tecnologie innovative, che affiancherà la Giunta regionale, perché “dobbiamo affidarci a chi ha competenze, anche più di noi, per darci una mano a immaginare l’Emilia-Romagna del futuro”. E annuncia che per discutere di questo patto nei prossimi giorni aprirà un dialogo con le parti sociali e con le forze politiche presenti nell’assemblea regionale.
Liquidità e investimenti
Questo patto per la ricostruzione deve articolare “un piano di investimenti da alcuni miliardi di euro”, prosegue il governatore. “Un piano che come chiesto in particolare dal mondo delle imprese e del lavoro, metta in campo oggi tutti gli investimenti possibili. Perché chi può ripartire o chi partirà quando riapriranno alcune attività, sia già in grado di fare investimenti con tanti finanziamenti pubblici”.
Per Bonaccini infatti si può ricostruire solo in un modo. “L’abbiamo già detto al governo e all’Europa: servono due grandi leve per evitare la carestia futura, una volta sconfitto il Coronavirus. Un grande spazio alla liquidità per le imprese, e mi sembra che anche il governo vada in tale direzione. Poi serve un gigantesco piano di investimenti che dall’Europa, passando per il governo arrivi alle regioni”.
Da dove iniziare? Il presidente dell’Emilia-Romagna fa l’esempio del rinnovo delle concessioni autostradali. “Appena potranno partire, lì ci sono grandi cantieri di opere che da decenni attendono lo sblocco; le abbiamo già finanziate nella legislatura precedente, mancano gli ultimi atti per metterci in condizioni di iniziare”.
Insomma, il patto per la ricostruzione può muovere “miliardi di investimenti che significano posti di lavoro per migliaia di persone. Una leva pubblica per combattere la recessione che porta con sé anche tanti investimenti privati”, conclude Bonaccini.
Dalla sanità alle edicole
Nel frattempo la Regione mette sul piatto quasi 320 milioni di euro, spiega il sottosegretario Davide Baruffi. Il provvedimento eccezionale da 65 milioni per il personale sanitario dà in media circa 1.000 euro a testa ai 60mila medici (compresi quelli di famiglia), infermieri, operatori socio-sanitari e tecnici che si sono prodigati in modo straordinario. E si mette in cantiere un hub per le terapie intensive, aperto anche ai pazienti di altre regioni, da 20 milioni.
Poi, sono in arrivo fondi per l’agricoltura (31 milioni), per il sistema delle imprese (50 milioni tra l’altro per la sicurezza sui luoghi di lavoro e il sostegno dei tirocinanti), per casa e welfare (21 milioni), per la scuola e la formazione a distanza (5 milioni); senza dimenticare settori come l’associazionismo sportivo (3,5 milioni), la cultura e l’editoria locale, edicole comprese (in complesso 2,5 milioni).
Infine, il settore degli investimenti avrà un “antipasto” da 120 milioni per completare l’elettrificazione e la sicurezza del sistema ferroviario regionale, cui si aggiungono 49 milioni di euro in arrivo da Roma per la seconda tratta del metro-mare Rimini-Rimini Fiera.
Giovanni Volpi, giornalista professionista, è il direttore del Mio Giornale.net. Ha iniziato al Sole-24 Ore nel 1993. Dieci anni dopo è passato in Mondadori, a Tv Sorrisi e Canzoni, dove ha ricoperto anche il ruolo di vicedirettore. Ha diretto Guida Tv, TelePiù e 2Tv; sempre in Mondadori è stato vicedirettore di Grazia. Ha collaborato con il Gruppo Espresso come consulente editoriale e giornalistico dei quotidiani locali Finegil.
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